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Etichette Gucci: come capire l’epoca di un capo dall’etichetta

Una guida per imparare a leggere le etichette dei capi Gucci e distinguere un pezzo davvero vintage da una riedizione moderna.

Riconoscere l’epoca di un capo Gucci partendo dalla sola etichetta è uno degli esercizi più amati (e più frustranti) da chi colleziona moda vintage. Le etichette Gucci sono cambiate molte volte nel corso dei decenni, seguendo l’evoluzione del logo, dei materiali e delle normative sull’etichettatura tessile. Imparare a leggerle è il primo passo per datare correttamente un capo, distinguere un pezzo davvero vintage da una riedizione moderna e, in generale, capire meglio cosa si ha tra le mani.

In questa guida vediamo come è cambiata l’etichetta Gucci nel tempo, quali elementi osservare e a cosa prestare attenzione quando si analizza un capo di abbigliamento, una borsa o un accessorio.

Un po’ di storia: dalla valigeria al colosso della moda

Per capire le etichette bisogna prima capire la storia del marchio. Gucci nasce a Firenze nel 1921, fondata da Guccio Gucci, che si era ispirato alle valigie eleganti viste durante gli anni di lavoro in un hotel londinese. L’azienda parte come laboratorio di pelletteria e accessori da viaggio, per poi espandersi rapidamente a scarpe, borse e, più avanti, abbigliamento.

Ogni fase di crescita del marchio ha lasciato un’impronta diversa sulle etichette, ed è proprio questa evoluzione a fornirci gli indizi più utili per la datazione.

Gli elementi dell’etichetta da osservare

Quando si esamina un’etichetta Gucci per capire da quale epoca proviene, ci sono alcuni elementi chiave su cui concentrarsi:

Il logo e la sua grafica. Il logo Gucci ha subito diverse variazioni nel corso dei decenni: dal monogramma originale con la scritta “Valigeria G. Gucci Firenze” dei primi anni, passando per le versioni con la figura del “liftboy” (il fattorino d’albergo, simbolo delle origini del marchio), fino al doppio G intrecciato che conosciamo oggi. Lo stile del font, l’angolazione delle lettere e la presenza o assenza di determinati elementi grafici sono indizi preziosi.

I colori utilizzati. Le prime etichette erano generalmente monocromatiche. L’introduzione del colore, in particolare il rosso, è un dettaglio che inizia a comparire a partire da un certo periodo e può aiutare a restringere il campo temporale.

Le informazioni su composizione e lavaggio. Le etichette più moderne includono indicazioni sui materiali e sulle istruzioni di lavaggio, elementi che mancano quasi sempre nei capi più antichi, quando questo tipo di informazioni non era ancora uno standard richiesto.

La dicitura “Made in Italy”. Gucci ha sempre mantenuto una forte impronta produttiva italiana, quindi è normale trovare questa indicazione su gran parte dei capi, indipendentemente dal periodo. Tuttavia, la grafica e il posizionamento di questa scritta possono variare.

Forma e materiale dell’etichetta. Anche la forma fisica dell’etichetta è cambiata: da rettangoli più semplici a forme diverse, con materiali e colorazioni (bianco, giallo) che si sono alternati nel tempo.

Etichette su borse e accessori in pelle: il numero di serie

Per le borse e gli accessori in pelle, oltre all’etichetta del logo, è fondamentale osservare il numero di serie, spesso chiamato anche “date code”.

Su molte borse prodotte dopo gli anni ’90, il numero di serie si trova generalmente su un’etichetta rettangolare in pelle cucita all’interno della borsa, di solito in alto vicino alla fodera, e presenta due righe di numeri: la prima riga indica il modello, la seconda fa riferimento al lotto di produzione.

È importante sapere che, a differenza di altri marchi, il numero di serie Gucci non indica direttamente l’anno esatto di produzione, ma è piuttosto un codice identificativo interno.

Per le borse più recenti, prodotte dopo il 2014, è comparsa un’etichetta in tessuto nero con QR code, pensata proprio per contrastare la contraffazione e per consentire la verifica tramite app ufficiale.

Una sintesi per decennio

1970-80. Il logo Gucci è scritto in corsivo e in alcuni casi presenta lo stemma simbolo della Maison, raffigurante il “liftboy”.

1990-2015. Nel periodo fine anni ’90 e inizio ’00 viene introdotta da Tom Ford l’etichetta nera minimal con la scritta bianca. Negli anni successivi alla direzione creativa di Ford, viene aggiunta la dicitura “Made in Italy”.

2015-2023. Alessandro Michele, alla guida del brand in questo periodo introduce una nuova etichetta. È più grande, in grosgrain color panna e con un bordo nero. Il logo “Gucci” si trova al centro dell’etichetta e nella parte inferiore si trova un’altra etichetta più piccola che riporta la dicitura “Made in Italy”.

2023-2025. Il direttore creativo Sabato De Sarno presenta la nuova brand identity di Gucci, incentrata sul color bordeaux. Anche le etichette dei capi quindi assumono una nuova estetica: sono semplici riquadri di color borgogna, con la scritta posizionata al centro, in bianco e più grande e “Made in Italy” sotto in piccolo.

Datare un capo Gucci attraverso l’etichetta richiede un po’ di pratica, ma diventa più semplice una volta conosciuti i principali punti di riferimento: evoluzione del logo, colori, presenza di informazioni su materiali e numeri di serie. Nessuno di questi elementi, da solo, è una prova definitiva, ma insieme permettono di restringere significativamente il periodo di produzione di un capo o di un accessorio, rendendo la ricerca tra il vintage Gucci ancora più appassionante.

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Dal Journal

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